|
La scala è un elemento ormai entrato nella consuetudine che molto spesso non vi ci si bada. Eppure basta usarla per rendersi conto della differenza tra una scala progettata male e una bene. Per questo è importante affidarsi a professionisti che conoscono bene come si costruisce una scala. La scala in architettura è una costruzione edilizia che va a definirsi come struttura di collegamento verticale tra i diversi piani di un edificio con percorso breve (a differenza della più lunga scalinata). Elementi La scala è formata da un insieme di strutture orizzontali o sub-orizzontali, posizionate a quote differenti chiamate gradini. La dimensione dell'elemento parallelo al verso della scala è detta pedata mentre la distanza tra due elementi successivi è denominata alzata .Il parametro che differenzia i vari tipi di scala è essenzialmente il rapporto tra l'alzata e la pedata, ossia la pendenza, misurata i gradi. Quando la pendenza è compresa tra 75 e 90 gradi le scale sono chiamate scale a mano, tra i 45 e 75 gradi scale industriali e tra 25 e 45 gradi scale comuni. In presenza di pendenze inferiori si parla di gradonate o piani inclinati. Un insieme di gradini compone una rampa, i punti di arrivo e partenza delle rampe sono detti pianerottoli. I pianerottoli di arrivo e partenza sono chiamati così quando permettono lo smistamento verso altre zone dell'edificio, quelli intermedi che semplicemente collegano tra loro due rampe sono chiamati di riposo.
Progettazione del gradino La larghezza della rampa è in funzione del numero di persone che vi possono transitare contemporaneamente e dell'uso a cui è adibita. L'alzata in genere è compresa tra i 13 e 20 cm mentre la pedata è calcolata tramite relazioni empiriche basate sul lavoro svolto dall'utente nell'affrontare il dislivello. Al variare della pendenza l'utente tende a modificare la lunghezza del passo in modo tale che lo sforzo fisico richiesto per superare un gradino equivalga allo sforzo per compiere lo stesso passo su un piano. Le formule usate sono: 2A+P=61/64 cm (formula di Blondel) e P+4A/3=52 cm. La legge sulle barriere architettoniche (D.M. Ministero dei lavori pubblici 14/06/89 n° 236) richiede come requisiti; I gradini devono essere caratterizzati da un corretto rapporto tra alzata e pedata (pedata minimo di 30 cm); la somma tra il doppio dell'alzata e la pedata deve essere compresa tra 62/64 cm. Progettazione della rampa La rampa che collega due pianerottoli può avere un asse rettilineo o curvo. Nel caso di una rampa rettilinea è buona norma non superare il numero di 10 gradini per non indurre una sensazione di vuoto nell’utente, non affaticarlo eccessivamente e ridurre gli incroci sulla rampa con altri utenti che stanno usufruendo delle scale. Se l’asse della scala è curvilineo è bene che la pedata non scenda sotto i 10 cm sul bordo interno, Il corrimano deve avere un interasse tra le sbarre non inferiore a una decina di centimetri e un’altezza minima di 90 cm Tipologie costruttive Storicamente le scale degli erano costruite in legno o in pietra ed erano incastrati tra due muri portanti. La scarsa resistenza dei materiali impediva di avere larghezze del gradino rilevanti, mentre gli elevati costi costruttivi costringevano a ridurre lo spazio disponibile per le scale. Dovendo comunque superare il dislivello tra i piani i costruttori aumentavano a dismisura il valore delle alzate, Con l’avvento del cemento armato sono state sviluppate nuove tecniche costruttive. Le scale si dividono in gradino portanti o portati. Nelle prime i gradini sono progettati costruiti e costruiti come delle piccole travi o mensole, sporgenti da muri o da travi a gomito. Nelle seconde la rampa è concepita come un solaio, vincolato ai pianerottoli o ai muri laterali, calcolato una piastra. Il piano di calpestio è composto da lastre di pietra butterate ad elevata resistenza all’usura (marmo, granito, ecc.) A opera del centro scale (http://www.centroscale.it/)
|